Visite specialistiche di otorinolaringoiatria a Pesaro - CentroORL - Clinica Otorinolaringoiatrica, dedicate a orecchio, naso e gola: diagnosi, trattamento e follow-up di sinusiti, otiti, ipoacusia, vertigini, disturbi del sonno e patologie della voce.

CentroORL - Clinica Otorinolaringoiatrica

Responsabile: Dr. Domenico Durso

CentroORL - Clinica Otorinolaringoiatrica - Otorinolaringoiatria a 61122 Pesaro

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Centro di Otorinolaringoiatria

Il Dr. Domenico Durso, specialista in Otorinolaringoiatria, si occupa della diagnosi e del trattamento dei disturbi che interessano orecchie, naso e gola, offrendo un percorso di cura completo rivolto ad adulti e bambini.

La visita otorinolaringoiatrica (ORL) consente di valutare in modo approfondito le vie aeree superiori, il distretto testa-collo e le strutture dell’orecchio, fondamentali per l’udito, la respirazione, la voce e l’equilibrio. In base alle necessità cliniche, la valutazione può essere integrata con esami audiometrici e strumentali per una diagnosi accurata.

È consigliato rivolgersi allo specialista in presenza di sintomi come riduzione dell’udito, ronzii o fischi auricolari, sensazione di orecchio tappato, dolore persistente alla gola, raucedine, difficoltà respiratorie nasali, vertigini, instabilità o senso di sbandamento.

L’attività clinica comprende la gestione di numerose patologie, tra cui disturbi infiammatori e strutturali del naso e dei seni paranasali, malattie dell’orecchio, alterazioni della faringe e della laringe, disturbi del sonno legati alla respirazione, patologie delle ghiandole salivari, deficit uditivi e patologie del distretto testa-collo.

Particolare attenzione è dedicata anche all’Audiologia e all’Otoneurologia, ambiti fondamentali per lo studio dell’udito e dell’equilibrio. La valutazione audiologica permette di analizzare la capacità uditiva e i disturbi correlati, mentre la visita otoneurologica consente di approfondire le cause delle vertigini e delle alterazioni dell’equilibrio, individuando il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato.

Servizi principali

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Ecografia collo e tiroide

⏱️ ~ 20 min

Studio ecografico di tiroide, ghiandole salivari e stazioni linfonodali cervicali, con rilascio di referto dettagliato.

Ulteriori dettagli

L’ecografia del collo e della tiroide è un esame di imaging diagnostico non invasivo e indolore che utilizza ultrasuoni per visualizzare le strutture anatomiche del collo. È uno strumento fondamentale per lo specialista otorinolaringoiatra e per l’endocrinologo.

L’esame si concentra principalmente su:

  • Tiroide: permette di valutarne le dimensioni, la struttura (omogenea o disomogenea), la presenza di noduli (solidi, cistici o misti), misurandone le dimensioni e analizzandone le caratteristiche (margini, ecogenicità, vascolarizzazione con eco-color-Doppler). È essenziale nel monitoraggio di noduli noti, nella diagnosi di tiroiditi (come la tiroidite di Hashimoto) e nella guida per procedure di agoaspirato.
  • Ghiandole Salivari: consente di studiare le ghiandole parotidi, sottomandibolari e sottolinguali per individuare la presenza di calcoli (scialolitiasi), infiammazioni (scialoadeniti), cisti o tumori.
  • Linfonodi Cervicali: l’ecografia valuta le dimensioni, la forma, la struttura e la vascolarizzazione dei linfonodi del collo. È cruciale per distinguere linfonodi reattivi (ingrossati a causa di infezioni) da quelli di natura sospetta (metastatici o linfomatosi), guidando ulteriori indagini diagnostiche.
  • Altre strutture del collo: l’esame può visualizzare altre strutture come i vasi sanguigni, le strutture muscolari e le parti molli, identificando eventuali cisti (es. cisti del dotto tireoglosso) o altre formazioni anomale.

L’ecografia del collo è un esame rapido, sicuro (non impiega radiazioni ionizzanti) e fornisce informazioni immediate e dettagliate, rendendola un pilastro nella diagnosi e nel monitoraggio delle patologie cervicali.

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Esame audiometrico tonale e vocale

⏱️ ~ 20 min

Valuta la soglia uditiva per via aerea e ossea e la comprensione del parlato, utile in ipoacusia trasmissiva, neurosensoriale o mista.

Ulteriori dettagli

L’esame audiometrico tonale è una procedura diagnostica non invasiva che misura la soglia uditiva minima di un individuo per suoni puri a diverse frequenze (da 125 a 8000 Hz). Viene eseguito in una cabina silente per isolare il paziente dai rumori ambientali. Al paziente vengono fatte indossare delle cuffie attraverso le quali vengono inviati suoni a intensità crescente; il paziente deve segnalare quando percepisce il suono. I risultati vengono riportati su un grafico chiamato audiogramma, che distingue tra la conduzione aerea (suono che attraversa il canale uditivo, il timpano e gli ossicini) e la conduzione ossea (suono trasmesso direttamente all’orecchio interno attraverso le ossa del cranio). Questo esame è fondamentale per identificare il tipo e il grado di ipoacusia (sordità), distinguendo tra deficit trasmissivi (problemi nell’orecchio esterno o medio) e neurosensoriali (danni all’orecchio interno o al nervo acustico).

L’esame audiometrico vocale completa la valutazione, misurando la capacità del paziente di comprendere le parole. Al paziente vengono presentate, attraverso le cuffie, liste di parole a intensità variabile e deve ripeterle. I risultati indicano la “soglia di intelligibilità”, ovvero l’intensità minima alla quale il paziente riconosce il 50% delle parole, e il “massimo di discriminazione”, che rappresenta la percentuale massima di parole correttamente ripetute a un’intensità confortevole. Questo esame è cruciale per valutare l’impatto sociale dell’ipoacusia e per determinare l’efficacia di eventuali protesi acustiche.

L’associazione di questi due test fornisce un quadro completo della funzionalità uditiva del paziente, indispensabile per una diagnosi accurata e per pianificare un percorso riabilitativo personalizzato, come l’adattamento di apparecchi acustici o l’indicazione a trattamenti specifici.

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Fibroscopia naso-laringe

⏱️ ~ 15-20 min

Esame endoscopico flessibile per valutare cavita nasali, rinofaringe e laringe, identificando infiammazioni, polipi, reflusso o disfonia.

Ulteriori dettagli

La fibroscopia naso-laringea (o video-endoscopia a fibre ottiche) è una procedura diagnostica minimamente invasiva che consente la visualizzazione diretta e dettagliata delle vie aeree superiori: fosse nasali, rinofaringe (la parte superiore della faringe, dietro il naso), orofaringe, ipofaringe e laringe (sede delle corde vocali).

L’esame viene eseguito utilizzando un fibroscopio sottile e flessibile, dotato di una telecamera e di una fonte luminosa all’estremità. Dopo una leggera anestesia topica (spray) nel naso, lo strumento viene delicatamente introdotto attraverso una narice e guidato lungo il percorso delle vie aeree. Il paziente può respirare e parlare normalmente durante la procedura.

Le principali indicazioni per la fibroscopia naso-laringea includono:

  • Sintomi nasali: ostruzione nasale cronica, rinite persistente, sinusite ricorrente, epistassi (sangue dal naso), sospetto di poliposi nasale o altre neoformazioni.
  • Sintomi faringo-laringei: disfonia (alterazione della voce), raucedine persistente, sensazione di corpo estraneo in gola, difficoltà a deglutire (disfagia), mal di gola cronico, tosse persistente, reflusso laringo-faringeo, sospetto di lesioni benigne (noduli, polipi, cisti delle corde vocali) o maligne della laringe.
  • Valutazione pre-operatoria: prima di interventi chirurgici che coinvolgono le vie aeree superiori.
  • Monitoraggio: follow-up di patologie note o post-trattamento.

La fibroscopia è ben tollerata, rapida (generalmente 15-20 minuti) e offre immagini ad alta risoluzione che possono essere registrate (video o foto) per documentazione clinica e discussione con il paziente. Permette una diagnosi accurata e tempestiva, fondamentale per impostare la terapia più adeguata.

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Otomicroscopia e rimozione cerume

⏱️ ~ 15-20 min

Pulizia del condotto uditivo con microscopio o ottica, utile per rimuovere tappi di cerume, medicare otiti esterne e controllare l'integrita del timpano.

Ulteriori dettagli

L’otomicroscopia è una procedura diagnostica e terapeutica che prevede l’esame del condotto uditivo esterno e della membrana timpanica (timpano) utilizzando un microscopio operatorio. Questo strumento consente una visualizzazione magnificata e tridimensionale delle strutture dell’orecchio, offrendo una chiarezza e una precisione impossibili da raggiungere con un otoscopio tradizionale.

Indicazioni e Utilizzo:

  • Diagnosi dettagliata: Permette di identificare con precisione patologie come otiti esterne, otiti medie croniche, perforazioni timpaniche, colesteatomi, corpi estranei o altre anomalie del condotto uditivo e del timpano.
  • Rimozione del cerume: È la tecnica più sicura ed efficace per la rimozione di tappi di cerume duri e impattati, specialmente in pazienti con timpanoterapia (tubi di ventilazione), perforazioni timpaniche o in coloro che hanno già avuto problemi con metodi di irrigazione. La rimozione avviene sotto visione diretta e magnificata, utilizzando microstrumenti dedicati (uncini, aspiratori) minimizzando il rischio di lesioni.
  • Medicazioni e trattamenti locali: Consente di eseguire medicazioni precise in caso di otiti esterne o post-operatorie, applicando farmaci direttamente sulla zona interessata.
  • Controllo dell’integrità del timpano: Essenziale per valutare la presenza e l’entità di perforazioni, atrofie o cicatrici timpaniche, fornendo informazioni cruciali per eventuali interventi chirurgici.
  • Follow-up post-operatorio: Per monitorare la guarigione dopo interventi chirurgici all’orecchio medio o esterno.

L’otomicroscopia, abbinata alla rimozione del cerume, è un servizio fondamentale per chi soffre di orecchio chiuso, calo uditivo improvviso, prurito auricolare, acufeni o dolore. La procedura è generalmente ben tollerata e viene eseguita in ambulatorio, offrendo un sollievo immediato e una diagnosi accurata delle condizioni dell’orecchio.

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Timpanometria e riflessi stapediali

⏱️ ~ 10 min

Misura la mobilita della membrana timpanica e la funzionalita della catena ossiculare; rileva versamenti, disfunzioni tubariche o otosclerosi.

Ulteriori dettagli

La timpanometria e la ricerca dei riflessi stapediali sono due esami strumentali oggettivi, non invasivi e indolori, che valutano la funzionalità dell’orecchio medio. Vengono eseguiti in associazione per ottenere un quadro completo della salute dell’orecchio e sono complementari all’esame audiometrico.

La timpanometria misura l’impedenza acustica dell’orecchio medio, ovvero la sua resistenza al passaggio del suono. Si effettua introducendo una piccola sonda sigillata nel condotto uditivo esterno, che genera variazioni di pressione e rileva la risposta della membrana timpanica. I risultati vengono riportati su un grafico (timpanogramma) che fornisce informazioni cruciali su:

  • Mobilità della membrana timpanica: Un timpanogramma normale indica una membrana timpanica elastica e ben funzionante. Alterazioni possono suggerire la presenza di:
    • Versamenti nell’orecchio medio (otite media secretiva): la presenza di liquido dietro il timpano ne riduce la mobilità.
    • Disfunzione tubarica: problemi nella compensazione della pressione, spesso legati alla Tuba di Eustachio.
    • Perforazioni timpaniche: il timpanogramma risulta piatto.
    • Otosclerosi o disarticolazione ossiculare: patologie che alterano la mobilità della catena degli ossicini.

La ricerca dei riflessi stapediali (o riflessi acustici) valuta la contrazione involontaria del muscolo stapedio in risposta a stimoli sonori intensi. Questo riflesso protettivo coinvolge l’integrità del nervo acustico, del tronco encefalico e dei muscoli dell’orecchio medio. La sua presenza, assenza o alterazione può indicare:

  • Lesioni del nervo acustico: come nei casi di neurinoma dell’acustico.
  • Problemi all’orecchio medio: come otosclerosi o otite media.
  • Patologie neurologiche: che coinvolgono il tronco encefalico.
  • Conferma della soglia uditiva: in alcuni casi può fornire informazioni aggiuntive.

Questi esami sono particolarmente indicati in caso di calo uditivo, sensazione di orecchio chiuso, vertigini, acufeni o in fase diagnostica pre-chirurgica. Forniscono dati oggettivi che aiutano lo specialista a formulare una diagnosi precisa e a orientare il trattamento più appropriato.

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Test allergologici nasali rapidi

⏱️ ~ 20 min

Prick test cutanei per pollini, acari e muffe con lettura in ambulatorio, utili per rinite allergica e pianificazione di immunoterapia.

Ulteriori dettagli

I test allergologici nasali rapidi, comunemente noti come Prick Test, sono esami diagnostici di primo livello utilizzati per identificare la presenza di un’allergia respiratoria e per individuarne gli allergeni responsabili. Si tratta di una procedura rapida, sicura e minimamente invasiva, eseguibile direttamente in ambulatorio.

Come si esegue: Una piccola goccia di estratti allergenici standardizzati (pollini, acari della polvere, epiteli di animali, muffe) viene applicata sulla superficie cutanea dell’avambraccio. Successivamente, la pelle viene punta superficialmente attraverso la goccia con una lancetta monouso. Questo permette all’allergene di entrare in contatto con le cellule immunitarie presenti nella pelle. La reazione viene valutata dopo circa 15-20 minuti. La comparsa di un pomfo (rigonfiamento) e di un eritema (arrossamento) di dimensioni significative indica una reazione positiva all’allergene testato, suggerendo una sensibilizzazione.

Principali indicazioni:

  • Rinite allergica: per identificare gli allergeni che scatenano sintomi come starnuti, prurito nasale, congestione e rinorrea (naso che cola).
  • Congiuntivite allergica: in presenza di prurito oculare, arrossamento e lacrimazione.
  • Asma bronchiale allergica: per individuare i fattori scatenanti.
  • Pianificazione di immunoterapia specifica (vaccino antiallergico): i risultati del Prick Test sono fondamentali per selezionare gli allergeni da includere nell’immunoterapia, un trattamento che mira a desensibilizzare il paziente all’allergene.
  • Counselling sull’igiene ambientale: l’identificazione degli allergeni permette di fornire consigli mirati per ridurre l’esposizione in casa e sul luogo di lavoro (es. controllo acari della polvere, muffe).

Il Prick Test è un esame affidabile che fornisce indicazioni immediate e consente al medico di impostare una strategia terapeutica personalizzata, che può includere farmaci antiallergici, consigli sull’igiene ambientale e, se indicato, l’immunoterapia.

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Valutazione russamento e apnee notturne

⏱️ ~ 30 min

Screening clinico di OSAS con visita otorinolaringoiatrica, valutazione delle vie aeree superiori e indicazione a polisonnografia o dispositivi terapeutici.

Ulteriori dettagli

La valutazione del russamento e delle apnee notturne è un percorso diagnostico fondamentale per i pazienti che soffrono di disturbi respiratori ostruttivi del sonno (OSAS - Obstructive Sleep Apnea Syndrome) o di semplice russamento (roncopatia). Questi disturbi possono avere conseguenze significative sulla salute generale, inclusi problemi cardiovascolari, sonnolenza diurna, ridotta qualità della vita e rischio di incidenti.

La valutazione prevede un approccio multidisciplinare che inizia con una visita otorinolaringoiatrica specialistica. Durante la visita, il medico effettua:

  1. Anamnesi dettagliata: raccolta di informazioni sulle abitudini del sonno, storia familiare, presenza di sintomi quali russamento (intensità, frequenza), pause respiratorie riferite dal partner, risvegli con sensazione di soffocamento, sonnolenza diurna, stanchezza cronica, cefalea mattutina. Vengono indagati anche fattori di rischio come obesità, ipertensione, diabete, fumo e consumo di alcol.
  2. Esame obiettivo ORL completo: si valuta l’anatomia delle vie aeree superiori per identificare eventuali ostruzioni o anomalie strutturali che favoriscono il russamento e le apnee. Questo include l’esame del naso (setto nasale, turbinati, polipi), del cavo orale (lingua, palato molle, tonsille), dell’orofaringe e dell’ipofaringe.
  3. Valutazione endoscopica delle vie aeree superiori: spesso si ricorre a una fibroscopia naso-laringea per una visione diretta e dinamica delle strutture durante la respirazione. In alcuni casi, può essere indicata una Sleep Endoscopy (endoscopia in sonno farmacologico) per identificare con maggiore precisione i siti di collasso durante il sonno.

Indicazione a esami strumentali: Sulla base della valutazione clinica, il paziente può essere indirizzato a:

  • Polisonnografia: l’esame diagnostico di riferimento per confermare la diagnosi di OSAS, valutarne la gravità e differenziarla dal russamento semplice. Registra vari parametri fisiologici durante il sonno.

Discussione delle opzioni terapeutiche: Una volta ottenuta la diagnosi, vengono discusse le diverse opzioni terapeutiche personalizzate, che possono includere:

  • Misure di igiene del sonno e cambiamenti nello stile di vita: perdita di peso, evitamento di alcol e sedativi la sera, modifiche della posizione durante il sonno.
  • Terapia con CPAP (Continuous Positive Airway Pressure): un dispositivo che eroga un flusso d’aria continuo per mantenere le vie aeree aperte durante il sonno, particolarmente efficace nelle OSAS moderate-gravi.
  • Dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD - Mandibular Advancement Devices): o “bite” mandibolari, che mantengono la mandibola e la lingua in posizione avanzata, utili nelle forme lievi-moderate.
  • Chirurgia mirata: interventi a livello del naso, del palato, delle tonsille o della base lingua, volti a rimuovere o ridurre le ostruzioni anatomiche.

L’obiettivo è migliorare la qualità del sonno, ridurre il russamento e eliminare le apnee, con benefici significativi sulla salute e sul benessere generale del paziente.

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Valutazione vertigini ed esame vestibolare

⏱️ ~ 30 min

Inquadramento delle vertigini con anamnesi mirata, prove cliniche (Dix-Hallpike, test di impulsi cefalici) e manovre liberatorie per VPPB.

Ulteriori dettagli

La valutazione delle vertigini e l’esame vestibolare sono procedure diagnostiche fondamentali per i pazienti che lamentano sensazioni di instabilità, capogiri o vere e proprie vertigini (sensazione rotatoria). Le vertigini possono derivare da disturbi a carico dell’orecchio interno (vertigini periferiche) o del sistema nervoso centrale (vertigini centrali). Una diagnosi accurata è cruciale per impostare il trattamento corretto.

La valutazione include:

  1. Anamnesi mirata: è il primo e più importante passo. Il medico raccoglie informazioni dettagliate sulla natura della vertigine (rotatoria, oscillatoria, sbandamento), sulla sua durata, frequenza, intensità, fattori scatenanti e sintomi associati (nausea, vomito, ipoacusia, acufeni, cefalea, disturbi neurologici). Questo aiuta a distinguere tra le diverse forme di vertigine (ad esempio, Vertigine Parossistica Posizionale Benigna - VPPB, Neurite Vestibolare, Malattia di Menière, emicrania vestibolare).
  2. Esame obiettivo otorinolaringoiatrico e neurologico di base: per escludere altre patologie e valutare la funzionalità dei nervi cranici e l’equilibrio generale.
  3. Prove cliniche vestibolari: Vengono eseguite una serie di test per valutare la funzione del sistema vestibolare:
    • Test di Romberg, prova di Fukuda (o della marcia sul posto), prova degli indici: valutano l’equilibrio statico e dinamico del paziente.
    • Test di Dix-Hallpike: è la manovra diagnostica specifica per la Vertigine Parossistica Posizionale Benigna (VPPB), la causa più comune di vertigini. Consiste nel muovere rapidamente la testa del paziente in specifiche posizioni per evocare la vertigine e osservare il nistagmo (movimento involontario degli occhi).
    • Head Impulse Test (HIT) o test di impulsi cefalici: valuta la funzione dei canali semicircolari, fornendo informazioni sull’integrità del riflesso vestibolo-oculomotore.
    • Valutazione del nistagmo spontaneo e posizionale: osservazione dei movimenti oculari, spesso indicativi di una disfunzione vestibolare.

Manovre liberatorie per VPPB: In caso di diagnosi di VPPB, vengono eseguite specifiche manovre (es. manovra di Epley, manovra di Semont) per riposizionare gli otoliti (cristalli di carbonato di calcio) all’interno dell’orecchio interno, risolvendo la vertigine.

Al termine della valutazione, il medico fornisce indicazioni su un eventuale percorso di riabilitazione vestibolare, che include esercizi specifici per migliorare l’equilibrio e compensare il deficit vestibolare. In alcuni casi, possono essere richiesti ulteriori esami strumentali (es. Video Head Impulse Test - vHIT, potenziali evocati miogeni vestibolari - VEMPs, risonanza magnetica) per approfondire la diagnosi. L’obiettivo è restituire al paziente una vita libera da vertigini e instabilità.

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Visita otorinolaringoiatrica

⏱️ ~ 30-45 min

Valutazione completa di orecchio, naso e gola con anamnesi mirata, otoscopia e fibroscopia se necessario. Indicata per otiti ricorrenti, sinusiti, disfonia o disturbi della deglutizione.

Ulteriori dettagli

La visita otorinolaringoiatrica (ORL) è una valutazione specialistica completa che si concentra sulla salute di orecchie, naso e gola (faringe e laringe), nonché delle strutture correlate del collo e del distretto testa-collo. È fondamentale per diagnosticare e trattare una vasta gamma di patologie che interessano queste aree vitali, con un impatto significativo sulla respirazione, l’udito, la fonazione, la deglutizione e l’equilibrio.

La visita comprende diverse fasi:

  1. Anamnesi approfondita: Il medico raccoglie informazioni dettagliate sui sintomi riferiti dal paziente (es. calo uditivo, acufeni, vertigini, ostruzione nasale, sinusiti ricorrenti, mal di gola, raucedine, disfagia), sulla loro durata, intensità, sui fattori scatenanti e su eventuali patologie pregresse o familiari. Vengono anche indagate le abitudini di vita (fumo, alcool, esposizione a rumore) e la terapia farmacologica in atto.

  2. Esame obiettivo ORL completo: Questo include l’ispezione e la palpazione del collo. In particolare:

    • Otoscopia: Esame del condotto uditivo esterno e della membrana timpanica (timpano) tramite otoscopio, ottica rigida o microscopio. Permette di identificare otiti, perforazioni timpaniche, tappi di cerume o altre anomalie.
    • Rinoscopia: Valutazione delle fosse nasali (mucosa, setto nasale, turbinati) tramite speculum nasale.
    • Orofaringoscopia: Esame della gola (tonsille, palato molle, base lingua).
    • Laringoscopia indiretta: Valutazione della laringe e delle corde vocali, spesso con l’ausilio di uno specchietto laringeo o di un endoscopio flessibile (fibroscopia) per una visione più dettagliata e, se necessario, videoregistrabile. La fibroscopia naso-laringea è indicata in caso di sintomi specifici come disfonia persistente, disfagia, sensazione di corpo estraneo in gola, sinusiti croniche o ostruzione nasale inspiegabile.
  3. Discussione della diagnosi e piano terapeutico: Sulla base dell’anamnesi e dell’esame obiettivo, il medico formula una diagnosi e discute con il paziente le opzioni terapeutiche. Questo può includere:

    • Terapia farmacologica: prescrizione di farmaci specifici.
    • Indicazioni a esami strumentali di approfondimento: audiometria, timpanometria, esami radiologici (TAC, RMN), test allergologici, esami del sangue.
    • Consigli sullo stile di vita: igiene nasale, vocale o alimentare.
    • Indicazione a percorsi riabilitativi: logopedia, riabilitazione vestibolare.
    • Proposta chirurgica: quando indicata e discutendone i benefici e i rischi.

La visita ORL è essenziale per la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento efficace delle patologie di pertinenza otorinolaringoiatrica, contribuendo al miglioramento del benessere generale del paziente.

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Valutazione disfonia e deglutizione

⏱️ ~ 30 min

Analisi della voce e della deglutizione con laringoscopia, per noduli vocali, reflusso, disfagia o post-chirurgia cervicale.

Ulteriori dettagli

La valutazione della disfonia e della deglutizione è un’analisi approfondita rivolta a pazienti che presentano alterazioni della voce (disfonia) o difficoltà nella deglutizione (disfagia). Questa valutazione è fondamentale per identificare la causa sottostante di questi disturbi, che possono avere un impatto significativo sulla qualità di vita.

La procedura include diverse fasi:

  1. Anamnesi dettagliata: raccolta di informazioni sui sintomi, la loro insorgenza, evoluzione, eventuali patologie pregresse, abitudini vocali o alimentari e stili di vita.
  2. Esame obiettivo otorinolaringoiatrico: valutazione generale del distretto testa-collo.
  3. Laringoscopia: Questo è l’esame chiave e può essere eseguito tramite:
    • Laringoscopia indiretta: con specchietto laringeo o con ottica rigida, consente una visione panoramica della laringe e delle corde vocali.
    • Fibrolaringoscopia (o videolaringoscopia a fibre ottiche): utilizzando un endoscopio flessibile introdotto per via nasale, permette una visione dettagliata e dinamica delle corde vocali durante la fonazione e la deglutizione, spesso con possibilità di videoregistrazione.

Per la valutazione della disfonia, si ricerca:

  • Lesioni delle corde vocali: noduli, polipi, cisti, edema di Reinke, granulomi.
  • Paralisi o paresi cordali: deficit di mobilità di una o entrambe le corde vocali.
  • Infiammazioni: laringiti acute o croniche, reflusso laringo-faringeo.
  • Neoplasie: formazioni tumorali benigne o maligne.
  • Disfonia funzionale: alterazioni della voce senza lesioni organiche evidenti.

Per la valutazione della deglutizione (disfagia), si osserva:

  • Funzionalità delle strutture oro-faringee e laringee: coordinazione dei movimenti durante la deglutizione di liquidi e/o solidi.
  • Presenza di stasi alimentare: residui di cibo o liquidi che rimangono in faringe o laringe dopo la deglutizione.
  • Penetrazione/aspirazione: passaggio di cibo o liquidi nelle vie aeree.
  • Cause: reflusso gastroesofageo, patologie neurologiche (ictus, Parkinson), post-chirurgia cervicale, esiti di radioterapia.

A completamento della valutazione, viene fornito un piano condiviso con il logopedista, che può prevedere un percorso riabilitativo mirato. Vengono inoltre fornite indicazioni sull’igiene vocale e consigli pratici per la gestione della disfagia, per migliorare la funzione vocale e la sicurezza della deglutizione del paziente.